Banchetto Mortale
Vigilia di Capodanno, Giulia assalita da un intruso, il marito Matteo lo uccide per difesa. Durante il banchetto di ringraziamento per i "salvatori", il cagnolino muore avvelenato: tutti gli ospiti diventano sospetti, il gioco mortale inizia allo scoccare della mezzanotte.
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La porta che non si apre mai
Lei corre, ma la porta resta chiusa. Non è una serratura, è un simbolo: in Banchetto Mortale, fuggire non basta se dentro hai già perso. Le sue ciabatte bianche lasciano impronte di panico sul parquet lucido. 💨
Lui e il suo cappuccio nero
Nel buio, lui non è un mostro—è un uomo che ha scelto l’ombra. Il cappuccio nasconde più di capelli: nasconde dubbi, colpe, forse rimorsi. In Banchetto Mortale, il vero terrore è ciò che non dici. 🌑
Tè freddo e promesse rotte
Sul tavolino, teiera floreale e tazze vuote. Un dettaglio dolce che contrasta con il caos. In Banchetto Mortale, l’intimità domestica diventa trappola. Quel tè non sarà mai bevuto. 🫖
Gli occhi che sanno troppo
I suoi occhi non mentono: vedono tutto, anche ciò che lui cerca di nascondere. In Banchetto Mortale, la verità non grida—si riflette nella pupilla dilatata, nel battito del cuore che il telefono registra prima del silenzio. 👁️
Il timer che segna la fine
Quel minuto impostato sul telefono non è un dettaglio casuale: è l’orologio della paura. In Banchetto Mortale, ogni secondo conta quando il silenzio si rompe con un respiro affannato. La luce blu sul viso di Lei è fredda come il destino. 🕰️